LE ORIGINI DEL MITO HANNYA
La maschera Hannya trova le sue radici nel ricco arazzo del teatro Noh, una forma distinta di dramma giapponese che intreccia danza, musica, poesia e narrazione. Le maschere nelle performance Noh detengono un potere unico, permettendo all'attore di incarnare le emozioni più profonde del proprio personaggio. Tra queste, la maschera Hannya si distingue come una rappresentazione evocativa di una donna spinta a una trasformazione demoniaca da un'onda inarrestabile di amore e gelosia. È una rappresentazione emotiva del tumulto interiore, che illustra il delicato confine tra la vulnerabilità umana e la forza consumante delle passioni più oscure. Il design della maschera Hannya è un'espressione di emozione complessa. I suoi corni affilati, simili a quelli di un toro, gli occhi metallici e la bocca contorta trasmettono un inquietante mix di terrore e tristezza.
Il colore è centrale nel suo significato; toni più chiari suggeriscono una traccia persistente di umanità, mentre toni più scuri significano un carattere completamente sopraffatto dalla gelosia e dalla rabbia. Questo simbolismo trasforma la maschera in una potente dichiarazione artistica.